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Bruna Cases, Giordano D'Urbino: testimonianza della fuga in Svizzera nel 1943
Testimonianze CA Comitato Atis 411 2 2 0 0

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Testimone/i:
Data Fonte:
24 gennaio 2022

Bruna Cases nel 1943 era una bambina ebrea di nove anni, che ebbe la fortuna di riuscire ad entrare in Svizzera e salvarsi dalle persecuzioni naziste. Esattamente 79 anni dopo la sua rischiosa fuga, Bruna Cases ritorna sul luogo del passaggio in terra elvetica, a San Pietro di Stabio, accompagnata dalle autorità comunali e cantonali.

Fumetto di Roberto Zaghi sulle leggi razziali e l’espulsione dei bambini ebrei dalle scuole italiane
Archivio didattico CA Comitato Atis 299 0 2 0 3

L'articolo di Bruno Maida, "Le leggi razziali: come raccontare i bambini ai bambini " è apparso sulla rivista "La Ricerca" (N.15, Dicembre 2018), ed è anche consultabile online sul sito della rivista.

L'articolo fa parte del Dossier Didattico «L’infanzia al tempo delle leggi razziali. Persecuzione antisemita e fuga verso la libertà» realizzato in occasione della Giornata della memoria 2022.

Bruna Cases - "Diario"
Edizioni CA Comitato Atis 844 1 2 0 0

Il il 15 gennaio sarà disponibile nelle librerie del Cantone Ticino il «Diario, Bruna Cases» (Edizioni Abendstern, 2022), con la prefazione dello storico e giornalista Pietro Montorfani, la postfazione del già Comandante del corpo delle guardie di confine IV Fiorenzo Rossinelli, e un’intervista di Simona Sala.

bibliografia
Storia di genere: contenuti CA Comitato Atis 1395 0 1 0 0

L'atis fornisce una bibliografia sommaria di alcuni studi che possono permettere un approfondimento della tematica sia a livello storico e storiografico sia a livello didattico.

Alcuni stralci di queste opere e una parte degli articoli presentati sono disponibili in formato PDF nei materiali didattici proposti.

Bertrand Bruneteau, "Les génocides au XX siècle en prespective historique"
Lezione d'autore CA Comitato Atis 7100 1 2 0 0

Risorse atis

Categoria
Epoca storica
Luogo

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Data Fonte:
18 dicembre 2015

Il 18 dicembre 2015 ha avuto luogo nell'aula magna della Scuola media di Camignolo la giornata di studi dal titolo «Metz Yeghérn, il “Grande Male”. Il genocidio armeno tra storia, memoria e negazione». Durante la giornata di formazione dedicata ai docenti di storia del Canton Ticino, il professor Bertrand Bruneteau ha presentato una conferenza dal titolo "Les génocides au XX siècle en prespective historique". 

Bibliografia sommaria
Vita da strega CA Comitato Atis 7248 0 1 0 0

La bibliografia sul tema della stregoneria e della caccia alle streghe è sterminata. Per questa ragione ci limitiamo a presentare una scelta ragionata delle ricerca in quest'ambito svolte nella Svizzera italiana.

B. I Doveri di una buona Piccola Italiana agli ordini del Duce
Temi di Lidia, piccola italiana svizzera CA Comitato Atis 16398 0 1 0 0

Risorse atis

Categoria
Epoca storica

Anche in questo componimento Lidia Bernardazzi fa riferimento all'organismo giovanile nel quale era inquadrata : le « Piccole italiane » (si veda l'introduzione al componimento precedente). A conferma di quanto fosse efficace l'opera di indottrinamento dei giovani, valga la citazione della formula che compare nel testo : « credere, obbedire, combattere », coniata da Mussolini nel 1937 come motto della GIL (Gioventù Italiana del Littorio).

EmigrazioneGigliola CA Comitato Atis 4196 0 0 0 0

In relazione all'emigrazione italiana in Svizzera e alla storia attraverso le lettere si rimanda alla seguente bibliografia.

 

Storiografia

Sanfilippo Matteo, “Un’occasione mancata? A proposito di un libro di David A. Gerber sulle lettere degli emigranti”, in Studi Emigrazione, XLV, n.170, 2008.

 

Emigrazione italiana

Bevilacqua Piero, De Clementi Andreina, Franzina Emilio (a.c.d.), Storia dell'emigrazione italiana, Roma: Donzelli, 2001-2002.

Cerutti Mauro, “Un secolo di emigrazione italiana in Svizzera (1870-1970), attraverso le fonti dell'Archivio federale”, In Studien und Quellen n.20, 1994, pp.11-104.

Piguet Etienne, L’immigration en Suisse depuis 1948, Zürich : Seismo, 2005.

 

Studi

Barcella Paolo, Percorsi dell’emigrazione italiana in Svizzera tra fonti orali e scritture di gente comune (1946-1974), Tesi di dottorato, Genova-Losanna, 2010.

Rovere Giovanni, Testi d’italiano popolare: autobiografie di lavoratori e figli di lavoratori emigrati. Analisi sociolinguistica, 1977.

Sala Roberto e Massariello Merzagora Giovanna, Radio Colonia. Emigrati italiani in Germania scrivono alla radio, Milano: UTET, 2006.

 

Altro

“Immigrazione”, in DSS. Dizionario Storico della Svizzera: http://www.hls-dhs-dss.ch/index.php

I luoghi della memoria della Resistenza CA Comitato Atis 3487 0 0 0 0

Letteratura secondaria:

  • « Arte & Storia », edizione speciale : Catalogo delle mostre Terra di frontiere. Ticino 1939-1945, realizzate nei Musei del Malcantone, Onsernone, di Centovalli-Pedemonte, Lugano : Editrice Ticino Management S.A., anno 6, numero 24, marzo-aprile 2005, 114 p.
  • Renata BROGGINI, Mario VIGANÒ, I sentieri della memoria nel Locarnese 1939-1945, Locarno : Armando Dadò, 2004, 193p.
  • Marco CUAZ, Le Alpi, Bologna : Il Mulino, 2005, 199 p.
  • Edgardo FERRARI (dir.), La « repubblica » dell’Ossola, guida alla storia e ai luoghi, Domodossola : Grossi, 2001, 75 p.
  • Filippo FRASSATI (dir.), La Repubblica dellOssola, settembre – ottobre 1944, Gavirate : Laghi Arti Grafiche s.r.l., 2004 (19591), 302 p.
  • Mario ISNENGHI (dir.), I luoghi della memoria, Roma-Bari : Laterza, 1997, 3 vol. Pierre NORA (dir.), Les lieux de mémoire, Paris : Gallimard, 1997, 3 vol.

 

Articoli:

  • Adriano BAZZOCCO, « La frontiera italo-ticinese all’epoca della Resistenza », in Ersilia PERONA, Alberto CAVIGLION (dir.), Luoghi della memoria, memoria dei luoghi nelle regioni alpine occidentali, 1940-1945, Torino : Blu Edizioni, 2005, pp.137-151
  • Barbara BERRUTI, Bruno MAIDA, « La memoria della guerra e della Resistenza », in Gianni PERONA (dir.), Alpi in Guerra 1939-1945, Torino : Blu Edizioni, 2004, pp. 100-105
  • Alberto CAVAGLION, « La memoria delle Alpi », in Gianni PERONA (dir.), Alpi in Guerra 1939-1945, Torino : Blu Edizioni, 2004, pp. 73-76
  • Jean-Claude DUCLOS, « Mémoires et muséographie de la dernière guerre dans les Alpes », in Nelly VALSANGIACOMO (dir.), Le Alpi e la guerra, funzioni e immagini, Bellinzona : Giampiero Casagrande editore, 2007, pp.351-362
  • Gil EMPRIN, Philippe BARRIÈRE, « Scrivere la storia della memoria alpina della seconda guerra mondiale : qualche proposta », in Gianni PERONA (dir.), Alpi in Guerra 1939- 1945, Torino : Blu Edizioni, 2004, pp. 82-88
  • Christian LUCHESSA, « Memoria, luoghi della memoria e vuoti di memoria », in Gianni PERONA (dir.), Alpi in Guerra 1939-1945, Torino : Blu Edizioni, 2004, pp. 89-93
  • Ersilia PERONA, « Dai luoghi della memoria alla memoria dei luoghi : i musei della Resistenza in Italia », in Ersilia PERONA, Alberto CAVIGLION (dir.), Luoghi della memoria, memoria dei luoghi nelle regioni alpine occidentali, 1940-1945, Torino : Blu Edizioni, 2005, pp.187-198
  • Augusto RIMA, « I fatti dei Bagni di Craveggia del 18 ottobre 1944», Rivista militare ticinese, Lugano, LI, n. 4, 1979
  • Michele TUNISI, « Frontiera sud », Rivista militare ticinese, Lugano, LI, n. 4, 1979, pp. 347- 352
  • Marino VIGANÒ, « Nella seconda guerra mondiale: ombre e luci», in Raffaello CESCHI (dir.), Storia del Cantone Ticino, il Novecento, Bellinzona : collana di storia edita dallo Stato del Cantone Ticino, 1998, pp. 517-550

Audiovisivi:

  • Trasmissione televisiva sui Bagni di Craveggia, visibile all’indirizzo: http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/svizzeraedintorni.html?po=abdfae5f-e75c-4dc6 9fe8-cc95b2ddb239&date=27.09.2009#tabEdition, ultima consultazione: 27.4.2011.

Siti Internet :

  • Dizionario storico della Svizzera, http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I27835.php.
  • http://www.anpi.it/la-resistenza-italiana/, ultima consultazione: 26 aprile 2011.
  • http://www.casadellaresistenza.it/memoria.cfm, ultima consultazione: 10.11.2009.
  • http://www.comune.domodossola.vb.it/, ultima consultazione: 10.11.2009.
  • http://www.memoriadellealpi.net/, ultima consultazione: 15.10.2009.
  • http://www.isrn.it/, ultima consultazione: 10.11.2009.
  • http://www.isrn.it/dvd/citta_guerra/apparati/home.htm, ultima consultazione: 10.11.2009.
  • http://www.isrn.it/dvd/dvd_chiovini/repubblica_partigiana/4.htm, ultima consultazione: 10.11.2009.
  • http://www.isrn.it/dvd/dvd_chiovini/sentiero_beltrami/home.htm,ultima consultazione: 10.11.2009.
  • http://www.istoreto.it, ultima consultazione: 30.10.2009.
B. L’insegnamento della storia di genere agli adolescenti
Il motore nascosto dell'economia CA Comitato Atis 16201 0 0 0 0

di Francesca Lo Iudice e Lisa Fornara


Premessa

I documenti e le attività qui proposti intendono offrire alcuni possibili suggerimenti per un tema che risulta poco presente nell’insegnamento della storia nella Scuola media: le donne nella storia.

Riteniamo fondamentale introdurre delle tematiche di genere per offrire un quadro disciplinare più ampio e completo; siamo infatti convinte che non possa avere senso lo studio della storia legato solo al genere ma debba essere contestualizzato in rapporto con la storia generale. Appare oggi sempre più evidente la necessità di sensibilizzare le nuove generazioni all’uguaglianza e al rispetto dell’altro. È indubbio che la scuola possa e debba svolgere, in questo senso, un’opera preziosa e fondamentale perseguendo l’idea di una formazione che riesca a trasmettere gli ideali democratici della società. Infatti, il Piano di formazione della scuola media recita: “[la scuola] promuove il principio di parità tra uomo e donna, si propone di correggere gli scompensi socio-culturali e di ridurre gli ostacoli che pregiudicano la formazione degli allievi.”[1]

Inoltre, nel 1993, la CDPE[2] emana le raccomandazioni per la parità tra uomo e donna, comprendenti il seguente punto: “ A tutti i livelli dell’insegnamento e dell’amministrazione scolastica devono essere prese delle misure per equilibrare il rapporto tra i sessi […]”[3]

Una disciplina giovane

Le lezioni di storia privilegiano argomenti legati alla politica, all’economia, alla religione e solo in parte alla cultura; tutti ambiti in cui le donne, almeno sino al volgere del XIX secolo, sono poco rappresentate: le donne dov’erano, cosa facevano? A questo possiamo aggiungere che: “i sussidi didattici raffigurano essenzialmente il mondo e le esperienze di vita degli uomini, mentre le prestazioni sociali e culturali delle donne non godono di sufficiente attenzione” [4].

L’insegnante che, mosso da ideali paritari, desidera affrontare temi di genere durante le sue lezioni di storia, deve inevitabilmente scontrarsi con la scarsità di fonti e di studi sistematici. Questa situazione è dovuta al ritardo con cui nasce la storia delle donne, che appare come disciplina alla fine del XIX secolo, ma non ha la forza di affermarsi perché avversata dalla scuola positivista. Solo nel corso del Novecento, grazie all’École des Annales, che pone le basi della storia sociale, e sulla spinta dei movimenti femministi degli anni Settanta, la storia delle donne acquista dignità e si afferma in ambito universitario.

Sono lodevoli i tentativi di alcuni libri di testo più recenti che introducono elementi ipertestuali legati alla storia di genere, ma finché resteranno delle appendici, significa che la storia delle donne rimarrà estranea alla storia generale e questo ci pare sbagliato. È quindi necessario ripensare alle modalità di insegnamento della storia istituzionale per dare dignità e valore anche alle donne e offrire alle studentesse dei modelli di identificazione. D’altronde, come sottolinea Brigitte Studer, “anche se l’inserimento di figure femminili è auspicabile nell’insegnamento della storia, con ciò tuttavia si rimedia solo in parte alla sottorappresentanza quantitativa delle donne; anzi la si evidenzia maggiormente. Sebbene le storiche e gli storici ne rintraccino un numero sempre crescente, restano sempre donne eccezionali che, a paragone dei protagonisti maschili, continueranno ad essere una minoranza. Per poter dare concretezza ad una volontà reale di emancipazione, nel senso di trasmettere a ragazze e a ragazzi, la stessa consapevolezza del proprio valore, è importante lavorare anche sulle cause della limitata presenza di donne famose”[5].

Struttura del lavoro

Il lavoro qui proposto vuole offrire degli spunti didattici per i docenti di storia delle scuole medie e medio-superiori, senza elargire schede o unità didattiche preconfezionate, ma mirando a stimolare l’inventiva e gli interessi dei singoli insegnanti.

Entrambe le tematiche possono essere considerate interdisciplinari, si collegano infatti con il programma di italiano e di geografia e potrebbero anche essere utilizzate in un laboratorio di storia o nell’ambito delle attività di educazione alla cittadinanza.

Scarica la premessa storiografica in formato PDF

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Note al testo:

[1] Piano di formazione della Scuola Media, 2004, p. 7

[2] Conferenza Svizzera dei Direttori Cantonali della Pubblica Educazione (CDPE)

[3] AA VV, 1995, p. 104

[5] Brigitte Studer, 1992, p.135


 

Lo Speciale "Il motore nascosto dell'economia. Il Lavoro delle donne ticinesi tra Otto e Novecento" è composto delle seguenti pagine:

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ATIS - INFORMAZIONI GENERALI

L'Atis, Associazione ticinese insegnanti di storia, è nata il 2 ottobre 2003 con l'obiettivo di riunire i docenti di storia della Svizzera italiana di tutti i gradi di scuola.

L'Associazione promuove la riflessione e il dibattito sull'insegnamento della storia e sulle diverse correnti storiografiche.

Difende la professionalità dell'insegnante di storia nell'ambito di una scuola sempre più messa sotto pressione dalle esigenze di una società dominata dalle leggi del rendimento economico.

Associazione ticinese degli insegnanti di storia - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - https://www.atistoria.ch